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I - L'uomo desidera esser grande,
sapiente, ricco, celebre, felice, (amante e amato). Tuttavia, nessuna
felicità di questo mondo lo appaga interamente. Desidera di più, sempre
di più.
Quando finalmente si sentirà
soddisfatto? Anche se gli capitasse la più grande felicità, non appena
vi scorge un qualsiasi limite, lo supera con il desiderio e dice: “Oh,
se anche questo limite venisse in qualche modo annullato!...”.
Qual è, dunque, la felicità che gli
desidera? Una felicità senza limiti, senza alcun limite nell'intensità,
nella grandezza, nella durata e in qualsiasi cosa.
Tale felicità è solamente Dio, sorgente infinita di ogni felicità, che risplende in diversi gradi tra le creature.
Quindi, l'anima desidera impadronirsi di Dio stesso.
Ma in che modo impadronirsi di Lui? in che modo unificarsi con tale felicità?
Nel modo più perfetto possibile. Anche
in questo caso, senza limiti. Divenire una cosa sola con Lui, fino a
diventare Lui stesso, Dio.
La stupenda legge dell'azione e della
reazione uguale e contraria, iscritta dal Creatore in ogni opera della
creazione quale sigillo della vita della Santissima Trinità, si verifica
anche qui. La creatura, uscita dalla mano dell'Onnipotente, ritorna a
Lui e non trova riposo che in Lui, fino a diventare Lui. Ma, poiché in
una creatura limitata il suo perfezionarsi, il diventare simile a Dio
non può realizzarsi che per gradi - anche se differenti, tuttavia sempre
limitati - perciò, per raggiungere lo scopo, è indispensabile un tempo
infinito, ossia l'eternità. In altre parole, la creatura sarà sempre
limitata, mentre illimitata sarà la distanza da percorrere. Ecco perché
il paradiso è eterno.
II - Ma, mio Dio, unica mia felicità -
si lamenta l'uomo - come posso conoscerti in modo più perfetto? Io vedo e
ammiro le Tue creature, Ti ringrazio e Ti amo, però esse non mi
bastano, come Tu stesso sai molto bene; inoltre io non Ti vedo, non Ti
sento. Io desidero, secondo la Tua volontà, divenire simile a Te, ma in
che maniera? Tu sei purissimo spirito, mentre io sono carne. Dimmi che
cosa e come devo fare, mostrami il mio fine. Indicami come debbo fare
io, uomo fatto di carne, per perfezionarmi, per rendermi simile a Te,
purissimo Spirito, per divinizzarmi?
III - E Dio scende sulla terra, si fa
uomo; lo stesso Uomo-Dio, Gesù Cristo, offre l'esempio della propria
vita e insegna con la parola.
Le anime che amavano Dio si sono
slanciate in massa nel riprodurre in se stesse questo modello
fondamentale, nel rendersi simili a Lui, nell'unirsi a Lui, nel
trasformarsi in Lui.
Per attirare le anime e trasformarle in
sé mediante l'amore, Cristo ha manifestato il proprio amore illimitato,
il proprio Cuore infiammato d'amore per le anime, un amore che Lo ha
spinto a salire sulla croce, a rimanere con noi nell'Eucaristia e ad
entrare nelle nostre anime e a lasciarci in testamento la propria Madre
come madre nostra.
Quanto più un'anima Lo imita, tanto più
si rende simile a Lui, e quanto più si rende simile a Lui, tanto più si
fa santa, si divinizza.
Esaminiamo, perciò, la Sua vita, per riprodurla nel miglior modo possibile.
Narrazione, esempio
Gli apostoli senza energie: lo Spirito Santo
S. Francesco Saverio
Ribellione [...]
Maria
Poco
La Pentecoste
Al compiersi del tempo della venuta di
Cristo, Dio uno e trino crea esclusivamente per sé la Vergine
Immacolata, La colma di grazia e prende dimora in Lei (“il Signore è con
te” [Lc 1, 28]). E questa Vergine Santissima con la propria umiltà
affascina talmente il Suo Cuore che Dio Padre Le dà per figlio il suo
proprio Figlio Unigenito, Dio Figlio scende nel Suo ventre verginale,
mentre Dio Spirito Santo vi plasma il corpo santissimo dell'Uomo-Dio. E
il Verbo si fece carne [Gv 1, 14] come frutto dell'amore di Dio e
dell'Immacolata.
Così Egli divenne il primogenito,
l'Uomo-Dio, e le anime non rinascono in Cristo in altro modo, ma solo
per mezzo dell'amore di Dio verso l'Immacolata e nell'Immacolata. E
nessuna parola diviene carne, nessuna perfezione o virtù si incarna, si
realizza in nessuno, se non attraverso l'amore che Dio ha verso
l'Immacolata. Come Cristo, sorgente delle grazie, è divenuto proprietà
di Lei, così pure appartiene a Lei la distribuzione delle grazie. Ogni
grazia è frutto della vita della Ss. Trinità: il Padre genera da tutta
l'eternità il Figlio, mentre lo Spirito Santo procede da entrambi. Per
questa medesima via qualsiasi perfezione si diffonde nel mondo in ogni
ordine. Ogni grazia proviene dal Padre, il quale genera eternamente il
Figlio, e per rispetto al Figlio. Lo Spirito Santo, che da tutta
l'eternità procede dal Padre e dal Figlio, mediante questa grazia forma
le anime, nell'Immacolata e attraverso l'Immacolata, a somiglianza del
primogenito, l'Uomo-Dio.

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