Fiducia e abbandono
Talvolta, è vero, il
cuore dell'uccellino è assalito dalla tempesta: gli sembra di non credere che
esista altro se non le nubi che lo avvolgono. È quello il momento della gioia
perfetta per il povero debole esserino. Che felicità per lui restare là ugualmente,
fissare la luce invisibile che si nasconde alla sua fede!!!... Gesù, fin qui,
capisco il tuo amore per l'uccellino, poiché egli non si allontana da te... Ma
io lo so e anche tu lo sai: spesso l'imperfetta creaturina, pur restando al suo
posto (cioè sotto i raggi del Sole), si lascia un po' distrarre dalla sua unica
occupazione. Prende un granellino a destra e a sinistra, corre dietro a un
vermiciattolo; poi, quando incontra una piccola pozzanghera, si bagna le penne
appena spuntate; vede un fiore che gli piace e il suo piccolo spirito si occupa
di quel fiore. Insomma, non potendo librarsi come le aquile, il povero
uccellino si occupa ancora delle piccolezze della terra. Eppure, dopo tutte
queste birichinate, invece di andare a nascondersi in un angolo a piangere la
sua miseria e morire di pentimento, l'uccellino si gira verso il suo Amato
Sole, presenta ai suoi raggi benefici le alucce bagnate, geme come la rondine e
nel suo dolce canto egli confida, egli racconta una per una le sue infedeltà,
pensando nel suo abbandono temerario di acquistare più potere, di attirare più
pienamente l'amore di Colui che non è venuto a chiamare i giusti ma i
peccatori... ( continua )

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