Massimiliano Menichetti:
Un approccio globale per affrontare l’emergenza immigrazione con i servizi di intelligence italiani. E’ la priorità indicata dal premier britannico David Cameron al termine dell’incontro bilaterale ieri a Milano, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi il quale ha rimarcato che “il problema non è solo italiano”. Cameron è disponibile a condividere “risorse e aiuti”, ma nega ogni ipotesi di accesso ai profughi in Gran Bretagna. Al muro di parole di fatto alzato dal Regno Unito si appoggia quello di mattoni annunciato dall’Ungheria: 175 km al confine con la Serbia, perché evidenziano che quest'anno circa 57mila persone, tra cui molti afghani, siriani e pakistani, sono entrate illegalmente nel Paese. Il dramma di chi scappa da guerra e fame è anche oggetto di lettere ed esortazioni come la missiva congiunta dei ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania, inviata all'Alto Commissario per gli Affari europei, Federica Mogherini, che propone una "politica della migrazione esterna più attiva e inclusiva”. Parole che per ora a Ventimiglia si infrangono sugli scogli. Dopo gli sgomberi delle ultime 36 ore, circa 100 persone dopo sei giorni, sono ancora lì sperando di passare la frontiera ed andare in una Francia che per ora gli volta le spalle. Parigi però pensa ad nuovo piano: circa 10mila letti in più per rifugiati e 1.500 posti per i migranti in transito, ma aumenta respingimenti e rimpatri volontari. E mentre oggi la Danimarca è al voto anticipato per il rinnovo del Parlamento registrando un rafforzamento della destra proprio in tema d’immigrazione, l’Italia tenta la quadra con sul piano di ripartizione dei migranti con l’incontro sempre oggi tra il ministro dell’Interno Alfano e i rappresentanti di Regioni e Provincie, ma Veneto e Liguria ribadiscono il loro no all’accoglienza, la Lombardia chiede che il confronto avvenga a Palazzo Chigi.
da | Radio Vaticana
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