Marco 4,26-34
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
2. Lettura
a) Una divisione del testo per aiutarne la lettura
Mc 4,26-29: La parabola del seme che spunta da solo
Mc 4,30-32: La parabola del grano di senapa
Mc 4,33-34: La conclusione sulle parabole
b) Il testo: Marco 4,26-34
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare
il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un
granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più
piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato,
cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così
grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere
annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non
parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi e illuminare la nostra vita.
4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Qual è il punto che ti ha maggiormente colpito? Perché?
b) Gesù non spiega le
parabole. Racconta le storie e sveglia negli altri l’immaginazione e la
riflessione della scoperta. Cosa hai scoperto tu nelle due parabole?
c) L’obiettivo delle parole è rendere la vita trasparente. Lungo gli anni, la tua vita è diventata più trasparente o è avvenuto il contrario?
c) L’obiettivo delle parole è rendere la vita trasparente. Lungo gli anni, la tua vita è diventata più trasparente o è avvenuto il contrario?
5. Per coloro che vogliono approfondire il tema
a) Per capire meglio
Perché Gesù insegna per
mezzo di parabole: Gesù racconta molte parabole. Tutte tratte dalla vita
della gente! Così aiutava le persone a scoprire le cose di Dio nella
vita di ogni giorno, vita che diventava trasparente. Poiché lo
straordinario di Dio si nasconde nelle cose ordinarie e comuni della
vita di ogni giorno. La gente capiva le cose della vita. Nelle parabole
riceve la chiave per aprirla e trovare in essa i segni di Dio.
Per mezzo delle parabole, Gesù aiutava la gente a percepire la presenza misteriosa
del Regno nelle cose della vita. Una parabola è un paragone. Lui usa le
cose conosciute ed evidenti della vita per spiegare le cose invisibili e
sconosciute del Regno di Dio. Per esempio, la gente della Galilea
capiva quando si parlava di semi, di terreno, di pioggia, di sole, di
sale, di fiori, di pesci, di raccolto, etc. E Gesù usa proprio queste
cose conosciute dalla gente, nelle sue parabole, per spiegare il mistero
del Regno.
La parabola del seminatore è un ritratto della vita dei contadini. In
quel tempo, non era facile vivere dell’agricoltura. I terreni erano
pieni di pietre. Molti arbusti. Poca pioggia, molto sole. Inoltre, molte
volte, la gente per abbreviare le distanze passava attraverso i campi e
calpestava le piante (Mc 2,23). Ma malgrado ciò, ogni anno,
l’agricoltore seminava e piantava, fiducioso nella forza del seme, nella
generosità della natura.
La parabola non dà tutto fatto, ma
induce a pensare e fa scoprire a partire dall’esperienza che gli uditori
hanno del seme. Induce alla creatività ed alla partecipazione. Non è
una dottrina che arriva pronta per essere insegnata e decorata. La
Parabola non dà acqua imbottigliata, bensì conduce alla fonte.
L’agricoltore che ascolta, dice: “Seme nella terra, io so cos’è! Ma Gesù
dice che questo ha a che fare con il Regno di Dio. Che sarà?". E già è
possibile immaginare le lunghe conversazioni della folla. La parabola si
muove con la gente e la spinge ad ascoltare la natura e a pensare alla
vita.
b) Commento del testo
È bello vedere Gesù che,
sempre di nuovo, cerca nella vita e negli avvenimenti, elementi ed
immagini che possano aiutare la gente a percepire e sperimentare la
presenza del Regno. Nel vangelo di oggi, di nuovo, racconta due brevi
storie che avvengono tutti i giorni nella vita di tutti noi: “La storia
del seme che cresce da solo” e “la storia del piccolo seme di senape che
cresce e diventa grande”.
La storia del seme che cresce da solo.
L’agricoltore che pianta
conosce il processo: seme, filino verde, foglia, spiga, grano.
L’agricoltore sa aspettare, non falcia il grano prima del tempo. Ma non
sa come la terra, la pioggia, il sole e il seme abbiano questa forza di
far crescere una pianta dal nulla fino alla frutta. Così è il Regno di
Dio. È un processo, ci sono tappe e momenti di crescita. Avviene nel
tempo. Produce frutto al momento giusto, ma nessuno sa spiegare la sua
forza misteriosa. Nessuno ne è il padrone! Solo Dio!
La storia del piccolo granello di senape che cresce e diventa grande.
Il granello di senape è
piccolo, ma cresce, e, alla fine, gli uccelli fanno il loro nido tra i
suoi rami. Così è il Regno. Inizia molto piccolo, cresce ed estende i
suoi rami. La parabola lascia aperta una domanda che riceverà una
risposta nel vangelo, più tardi: chi sono gli uccellini? Il testo
suggerisce che si tratta dei pagani che non potranno entrare in comunità
e partecipare al Regno.
Gesù spiega la parabola ai suoi discepoli.
In casa, soli con Gesù, i discepoli
vogliono sapere il significato della parabola. Loro non lo capiscono.
Gesù rimane attonito dinanzi alla loro ignoranza (Mc 4,13) e in
quell’occasione risponde con una frase difficile e misteriosa. Dice ai
suoi discepoli: “A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a
quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, perché guardino,
ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e
venga loro perdonato!” Questa frase spinge la gente a chiedersi: Ma
allora a cosa serve la parabola? Per chiarire o per nascondere? Forse
Gesù si serve di parabole affinché la gente continui a vivere
nell’ignoranza e non arrivi a convertirsi? Certamente no! Poiché nel
vangelo di oggi Marco dice che Gesù usava parabole “secondo quello che
potevano intendere” (Mc 4,33).
La parabola rivela e nasconde allo
stesso tempo! Rivela a coloro che sono dentro, che accettano Gesù,
Messia Servo. Nasconde a coloro che insistono nel considerarlo il
Messia, il Re grandioso. Costoro capiscono le immagini della parabola,
ma non riescono a coglierne il significato.
6. Orazione - Salmo 96
Grande è il Signore e degno di ogni lode
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.
Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.
Maestà e bellezza sono davanti a lui,
potenza e splendore nel suo santuario.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra i popoli: "Il Signore regna!".
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;
esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e con verità tutte le genti.
7. Orazione finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua
Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa’ che il
tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per
eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa’ che noi, come
Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la
Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito
Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
da | O. Carm

Nessun commento:
Posta un commento