lunedì 15 giugno 2015

Nel cuore della Chiesa mia Madre io sarò l’Amore



Fiducia e abbbandono

La “pace, la serenità del navigatore il quale scorge il faro del suo porto , la certezza ormai di sapere come arrivare a Dio e a impadronirsi della fiamma dell’amore, non impediscono il sorgere di una domanda, che è quella di Teresa ma è anche la nostra: “In qual modo può, un’anima imperfetta come la mia, aspirare a possedere la pienezza dell’Amore? ” Come può un'anima così imperfetta come la mia aspirare a possedere la pienezza dell'Amore? O Gesù, mio primo, mio solo Amico, tu che io amo UNICAMENTE, dimmi che mistero è questo? Perché non riservi queste immense aspirazioni alle grandi anime, alle Aquile che si librano nelle altezze?...

La risposta di Teresa si traduce in un gesto di abbandono e di fiducia: “Io mi considero invece un debole uccellino coperto solo da un po’ di piuma lileve. Non sono un'aquila: dell'aquila ho semplicemente gli occhi e il cuore perché, nonostante la mia piccolezza estrema, oso fissare il Sole Divino, il Sole dell'Amore, e il mio cuore sente dentro di sé tutte le aspirazioni dell'Aquila... L'uccellino vorrebbe volare verso quel Sole brillante che affascina i suoi occhi, vorrebbe imitare le Aquile sue sorelle che vede elevarsi fino al focolare Divino della Trinità Santissima... Ahimè, tutto ciò che riesce a fare è sollevare le sue piccole ali! Ma alzarsi in volo, questo non è nelle sue piccole possibilità! Che ne sarà di lui? Morirà dal dispiacere nel vedersi così impotente?... Oh, no! L'uccellino non si affliggerà nemmeno. Con un abbandono audace, vuole restare a fissare il suo Sole Divino. Niente potrebbe spaventarlo: né vento, né la pioggia. E se nubi oscure vengono a nascondere l'Astro dell'Amore, l'uccellino non cambia posto, sa che al di là delle nubi il suo Sole brilla sempre, che il suo splendore non potrebbe eclissarsi neanche un momento. (continua)

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