mercoledì 1 luglio 2015

Teresa di Lisieux e la Vergine Maria

Teresa di Lisieux e la Vergine Maria

Perché ti amo, o Maria
Poco tempo prima di morire, nel maggio del 1897, Teresa rivelò quale posto aveva Maria nella sua vita mediante un lungo componimento poetico dal titolo Pourquoi je t'aime, ô Marie (Perché t'amo, Maria, P 54)[1]. E' la sua ultima poesia, quasi il suo testamento mariano composto a richiesta di suor Maria del sacro Cuore, la sorella Maria, per la quale aveva già scritto il suo capolavoro, il secondo manoscritto autobiografico (Ms B), alcuni mesi prima (settembre 1896).
Esiste una parentela profonda tra i due testi. Sono preghiere rivolte a Gesù (ms B) e a Maria (P 54); sono animate dallo stesso grande ritornello: "ti amo". Questo atto d'amore, che Teresa desiderava rinnovare "ad ogni battito del suo cuore (...) un numero infinito di volte" (cf. Pri 6), è stato la sua ultima parola, espressa in un ultimo sospiro. Teresa è morta mentre diceva a Gesù: "Dio mio, ti amo". Questo fondamentale "Gesù ti amo", che illumina tutti gli scritti di Teresa, non è un'espressione sentimentale, ma l'atto stesso della carità, mediante la quale lo Spirito santo la introduce nella vita intima della Trinità. Così ha scritto: "Ah! tu lo sai, divino Gesù, ti amo. / Lo Spirito d'amore m'infiamma del suo fuoco. / Amandoti attiro il Padre" (P 17).
Inseparabile da questo "Gesù ti amo" è l'atto d'amore rivolto a Maria: "Ti amo, o Maria". E' il grande ritornello della poesia mariana di Teresa; già enunciato nel titolo, instancabilmente ripetuto lungo le strofe, è illuminato dall'altro ritornello: "Sono tua figlia" (o bambina: "enfant"). La poesia è quindi come il complemento mariano dei manoscritti autobiografici, e a partire da essa si può tentare di scoprire il posto di Maria nella vita di Teresa e nella sua dottrina spirituale.

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