Marco 6,30-34
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
2. Lettura
a) Chiave di lettura:
Il testo che mediteremo questa 16ª
Domenica del Tempo Ordinario è breve. Solo cinque versetti. A prima
vista, queste poche linee sembrano essere solo una breve introduzione
al miracolo della moltiplicazione dei pani nel deserto (Mc 6,34-44). Se
però, la Liturgia di questa domenica ha separato dal resto e
sottolineato questi cinque versetti, vuol dire che racchiudono qualcosa
di molto importante che forse non si noterebbe se servissero solo per
introdurre il miracolo della moltiplicazione dei pani.
Infatti questi cinque versetti rivelano una caratteristica di Gesù che ha sempre colpito e continua a farlo: la sua preoccupazione per la salute e la formazione dei discepoli, la sua umanità accogliente verso la gente povera di Galilea, la sua tenerezza verso le persone. Se la Chiesa, per mezzo della liturgia della domenica, ci invita a riflettere su questi aspetti dell’attività di Gesù è per spingerci a prolungare questo stesso atteggiamento di Gesù nel rapporto che abbiamo con gli altri. Durante la lettura presteremo attenzione ai minimi dettagli dell’atteggiamento di Gesù verso gli altri.
Infatti questi cinque versetti rivelano una caratteristica di Gesù che ha sempre colpito e continua a farlo: la sua preoccupazione per la salute e la formazione dei discepoli, la sua umanità accogliente verso la gente povera di Galilea, la sua tenerezza verso le persone. Se la Chiesa, per mezzo della liturgia della domenica, ci invita a riflettere su questi aspetti dell’attività di Gesù è per spingerci a prolungare questo stesso atteggiamento di Gesù nel rapporto che abbiamo con gli altri. Durante la lettura presteremo attenzione ai minimi dettagli dell’atteggiamento di Gesù verso gli altri.
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Marco 6,30: Revisione dell’opera apostolica
Marco 6,31-32: Preoccupazione di Gesù per il riposo dei discepoli
Marco 6,33: La gente ha altri criteri e segue Gesù
Marco 6,34: Mosso dalla compassione, Gesù cambia il suo piano ed accoglie la gente
Marco 6,31-32: Preoccupazione di Gesù per il riposo dei discepoli
Marco 6,33: La gente ha altri criteri e segue Gesù
Marco 6,34: Mosso dalla compassione, Gesù cambia il suo piano ed accoglie la gente
c) Il testo:
33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. 34Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.
4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Qual’è l’aspetto dell’atteggiamento
di Gesù che più ti è piaciuto e che ha destato più ammirazione tra la
gente al tempo di Gesù?
b) La preoccupazione di Gesù verso i discepoli e la preoccupazione di accogliere bene la gente: le due sono importanti. Quale delle due prevale nell’atteggiamento di Gesù?
c) Paragona l’atteggiamento di Gesù all’atteggiamento del Buon Pastore del Salmo 23. Cosa colpisce maggiormente?
d) L’atteggiamento della nostra comunità è lo stesso di Gesù?
b) La preoccupazione di Gesù verso i discepoli e la preoccupazione di accogliere bene la gente: le due sono importanti. Quale delle due prevale nell’atteggiamento di Gesù?
c) Paragona l’atteggiamento di Gesù all’atteggiamento del Buon Pastore del Salmo 23. Cosa colpisce maggiormente?
d) L’atteggiamento della nostra comunità è lo stesso di Gesù?
5. Per coloro che volessero approfondire maggiormente il tema
a) Il contesto che illumina il testo:
i) Il capitolo 6 di Marco mostra un
enorme contrasto! Da un lato Marco parla del banchetto della morte,
promosso da Erode con i grandi di Galilea, nel palazzo della Capitale,
durante il quale viene ucciso Giovanni Battista (Mc 6,17-29).
Dall’altro, il banchetto della vita, promosso da Gesù per la gente di
Galilea, affamata nel deserto, in modo che non perissero lungo il
cammino (Mc 6,35-44). I cinque versetti della lettura di questa
domenica (Mc 6, 30-34) sono collocati esattamente tra questi due
banchetti.
ii) Questi cinque versetti sottolineano due cose:
- offrono un ritratto di Gesù formatore dei discepoli;
- indicano che annunciare la Buona Novella di Gesù non è solo una questione di dottrina, ma soprattutto di accoglienza, di bontà, di tenerezza, di disponibilità, di rivelazione dell’amore di Dio.
ii) Questi cinque versetti sottolineano due cose:
- offrono un ritratto di Gesù formatore dei discepoli;
- indicano che annunciare la Buona Novella di Gesù non è solo una questione di dottrina, ma soprattutto di accoglienza, di bontà, di tenerezza, di disponibilità, di rivelazione dell’amore di Dio.
b) Commento del testo:
Marco 6,30-32: L’accoglienza data ai discepoli
Questi versetti indicano che Gesù formava i nuovi leaders. Coinvolgeva i discepoli nella missione e soleva subito portarli verso un luogo più tranquillo per poter riposare e fare una revisione (cf Lc 10,17-20). Si preoccupava del loro alimento e del loro riposo, poiché l’opera della missione era tale che non avevano tempo per mangiare (cf Gv 21,9-13).
Questi versetti indicano che Gesù formava i nuovi leaders. Coinvolgeva i discepoli nella missione e soleva subito portarli verso un luogo più tranquillo per poter riposare e fare una revisione (cf Lc 10,17-20). Si preoccupava del loro alimento e del loro riposo, poiché l’opera della missione era tale che non avevano tempo per mangiare (cf Gv 21,9-13).
Marco 6,33-34: Mosso dalla compassione, Gesù cambia il suo piano ed accoglie la gente
La gente percepisce che Gesù era andato all’altra riva del lago, e lo seguì. Quando Gesù, scendendo dalla barca, vide quella moltitudine, rinunciò al riposo e cominciò ad insegnare. Qui appare l’abbandono della gente. Gesù rimase commosso, “perché erano come pecore senza pastore”. Chi legge queste parole ricorda il salmo del buon pastore (Sl 23). Quando Gesù si rende conto che la gente non ha pastore, comincia lui ad esserlo. Comincia ad insegnare. Guida la moltitudine nel deserto della vita, e la moltitudine poteva così cantare: “Il Signore è il mio pastore! Non manco di nulla!”
La gente percepisce che Gesù era andato all’altra riva del lago, e lo seguì. Quando Gesù, scendendo dalla barca, vide quella moltitudine, rinunciò al riposo e cominciò ad insegnare. Qui appare l’abbandono della gente. Gesù rimase commosso, “perché erano come pecore senza pastore”. Chi legge queste parole ricorda il salmo del buon pastore (Sl 23). Quando Gesù si rende conto che la gente non ha pastore, comincia lui ad esserlo. Comincia ad insegnare. Guida la moltitudine nel deserto della vita, e la moltitudine poteva così cantare: “Il Signore è il mio pastore! Non manco di nulla!”
c) Ampliando le informazioni:
● Un ritratto di Gesù, formatore
"Seguire" era il termine che faceva
parte del sistema educativo dell’epoca. Era usato per indicare il
rapporto tra il discepolo ed il maestro. Il rapporto maestro-discepolo è
diverso dal rapporto professore-alunno. Gli alunni assistono alle
classi del professore su una determinata materia. I discepoli “seguono”
il maestro e vivono con lui. Ed è proprio durante questa “convivenza”
di tre anni con Gesù che i discepoli ricevettero la loro formazione.
Gesù, il Maestro, è l’asse, il centro ed
il modello della formazione. Nei suoi atteggiamenti è una prova del
Regno, incarna l’amore di Dio e lo rivela (Mc 6,31; Mt 10,30-31; Lc
15,11-32). Molti piccoli gesti rispecchiano questa testimonianza di
vita con cui Gesù indicava la sua presenza nella vita dei discepoli,
preparandoli alla vita ed alla missione. Era il suo modo di dare una
forma umana all’esperienza che lui stesso aveva avuto con il Padre:
* coinvolgere nella missione (Mc 6,7; Lc 9,1-2;10,1),
* una volta, la rivede con loro (Lc 10,17-20),
* li corregge quando sbagliano o quando vogliono essere i primi (Mc 10,13-15; Lc 9,46-48),
* aspetta il momento opportuno per correggerli (Mc 9,33-35),
* li aiuta a discernere (Mc 9,28-29),
* li interpella quando sono lenti (Mc 4,13; 8,14-21),
* li prepara per il conflitto (Gv 16,33; Mt 10,17-25),
* li manda ad osservare ed analizzare la realtà (Mc 8,27-29; Jo 4,35; Mt 16,1-3),
* riflette con loro sulle questioni del momento (Lc 13,1-5),
* mette loro dinanzi i bisogni della moltitudine (Gv 6,5),
* corregge la mentalità di vendetta (Lc 9,54-55),
* insegna che i bisogni della moltitudine stanno al di sopra delle prescrizioni rituali (Mt 12,7.12),
* lotta contro la mentalità che considera la malattia come un castigo di Dio (Gv 9,2-3),
* passa del tempo solo con loro per poterli istruire (Mc 4,34; 7,17; 9,30-31; 10,10; 13,3),
* sa ascoltare, anche quando il dialogo è difficile, (Gv 4,7-42),
* li aiuta ad accettarsi (Lc 22,32),
* è esigente e chiede loro di lasciare tutto per lui (Mc 10,17-31),
* é severo con l’ipocrisia (Lc 11,37-53),
* pone più domande che risposte (Mc 8,17-21),
* é fermo e non si lascia deviare dal cammino (Mc 8,33; Lc 9,54-55).
* coinvolgere nella missione (Mc 6,7; Lc 9,1-2;10,1),
* una volta, la rivede con loro (Lc 10,17-20),
* li corregge quando sbagliano o quando vogliono essere i primi (Mc 10,13-15; Lc 9,46-48),
* aspetta il momento opportuno per correggerli (Mc 9,33-35),
* li aiuta a discernere (Mc 9,28-29),
* li interpella quando sono lenti (Mc 4,13; 8,14-21),
* li prepara per il conflitto (Gv 16,33; Mt 10,17-25),
* li manda ad osservare ed analizzare la realtà (Mc 8,27-29; Jo 4,35; Mt 16,1-3),
* riflette con loro sulle questioni del momento (Lc 13,1-5),
* mette loro dinanzi i bisogni della moltitudine (Gv 6,5),
* corregge la mentalità di vendetta (Lc 9,54-55),
* insegna che i bisogni della moltitudine stanno al di sopra delle prescrizioni rituali (Mt 12,7.12),
* lotta contro la mentalità che considera la malattia come un castigo di Dio (Gv 9,2-3),
* passa del tempo solo con loro per poterli istruire (Mc 4,34; 7,17; 9,30-31; 10,10; 13,3),
* sa ascoltare, anche quando il dialogo è difficile, (Gv 4,7-42),
* li aiuta ad accettarsi (Lc 22,32),
* è esigente e chiede loro di lasciare tutto per lui (Mc 10,17-31),
* é severo con l’ipocrisia (Lc 11,37-53),
* pone più domande che risposte (Mc 8,17-21),
* é fermo e non si lascia deviare dal cammino (Mc 8,33; Lc 9,54-55).
Ecco un ritratto di Gesù formatore. La
formazione della “sequela di Gesù” non era in primo luogo la
trasmissione di verità da imparare a memoria, bensì una comunicazione
della nuova esperienza di Dio e della vita che irradiava da Gesù per i
discepoli. La comunità che si formava attorno a Gesù era l’espressione
di questa nuova esperienza. La formazione portava le persone ad avere
altri occhi, altri atteggiamenti. Faceva nascere in loro una nuova
consapevolezza nei riguardi della missione e di loro stessi. Faceva sì
che mettessero i loro piedi accanto a quelli degli esclusi. Produceva,
in alcuni, la “conversione” per aver accettato la Buona Novella (Mc
1,15).
● Come Gesù annuncia la Buona Novella alla moltitudine
Il fatto che Giovanni fosse in prigione
spinse Gesù a ritornare ed iniziare l’annuncio della Buona Novella. Fu
un inizio esplosivo e creativo! Gesù percorre tutta la Galilea: i
villaggi, i paesi, le città (Mc 1,39). Visita le comunità. Perfino
cambia la residenza e va a vivere a Cafarnao (Mc 1,21; 2,1), città
crocevia di diversi cammini, e questo facilitava la divulgazione del
messaggio. Quasi non si ferma mai, è sempre in cammino. I discepoli
vanno con lui, ovunque. Nei prati, lungo le strade, in montagna, nel
deserto, in barca, nelle sinagoghe, nelle case. Con molto entusiasmo!
Gesù aiuta la gente servendo in molti
modi: scaccia gli spiriti immondi (Mc 1,39), cura i malati e coloro che
sono maltrattati (Mc 1,34), purifica coloro che sono esclusi a causa
di impurezze (Mc 1,40-45), accoglie gli emarginati e confraternizza con
loro (Mc 2,15). Annuncia, chiama e convoca. Attrae, consola ed aiuta.
E’ una passione che si rivela. Passione per il Padre e per la gente
povera ed abbandonata della sua terra. Lì dove trova gente che lo
ascolta, parla e trasmette la Buona Novella. In qualsiasi luogo.
In Gesù, tutto è rivelazione che lo avvince dal di dentro! Lui stesso è la prova, il testimone vivente del Regno. In lui appare ciò che avviene quando una persona lascia regnare Dio,
lascia che Dio guidi la sua vita. Nel suo modo di agire e di vivere
insieme agli altri, Gesù rivelava ciò che Dio aveva in mente quando
chiamava nel tempo di Abramo e di Mosè. Gesù trasformò la nostalgia in
speranza! Improvvisamente la gente capì: “Era questo ciò che Dio voleva
per il suo popolo!”
E fu questo l’inizio dell’annuncio della
Buona Novella del Regno che si divulgava rapidamente nei villaggi
della Galilea. In modo piccolo, come un seme, che poi crebbe fino a
diventare albero grande, dove la gente poteva ripararsi (Mc 4,31-32). E
la gente si incaricava di diffondere la notizia.
La gente della Galilea rimaneva
impressionata dal modo di insegnare di Gesù. “Un insegnamento nuovo!
Dato con autorevolezza! Diverso da quello degli scribi!” (Mc 1,22.27).
Ciò che più faceva Gesù era insegnare (Mc 2,13; 4,1-2; 6,34). E’ ciò
che soleva fare (Mc 10,1). Più di quindici volte il vangelo di Marco
dice che Gesù insegnava. Ma Marco non dice quasi mai ciò che
insegnava. Forse non gli interessa il contenuto? Dipende da ciò che la
gente intende per contenuto! Insegnare non vuol dire solo insegnare
verità nuove così la gente le impara a memoria. Il contenuto che Gesù
ha da dare non trasparisce solo nelle parole, ma nei gesti e nel modo
in cui entra in rapporto con le persone. Il contenuto non è mai
separato dalla persona che lo comunica. Gesù era una persona
accogliente (Mc 6,34). Amava la gente. La bontà e l’amore che
traspariscono dalla sue parole formavano parte del contenuto.
Costituiscono il suo temperamento. Un contenuto buono senza bontà è
come latte versato.
Marco definisce il contenuto dell’insegnamento di Gesù come “Buona Novella di Dio” (Mc 1,14). La Buona Novella che Gesù proclama viene da Dio e rivela qualcosa su Dio.
In tutto ciò che Dio dice e fa, traspariscono i tratti del volto di
Dio. Traspare l’esperienza che lui stesso ha di Dio, l’esperienza di
Padre. Rivelare Dio come Padre è la fonte, il contenuto e lo scopo della
Buona Novella di Gesù.
6. Pregare con il Salmo 23 (22)
Il Signore è il mio pastore
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
7. Orazione Finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua
Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il
tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per
eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come
Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la
Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito
Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
da | O. Carm
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