Paolo PP. VI
A memoria perpetua
Santa Teresa a buon diritto è chiamata
luce della Spagna e di tutta la Chiesa, poiché non solo è ascesa ai
fastigi della santità e, con grande fecondità spirituale, è stata madre
dei carmelitani, uomini e donne, che hanno intrapreso i costumi più
austeri del proprio Ordine, ma anche perché ha scritto numerosi libri
pieni di ammirabile sapienza.
Per queste opere e per il fulgore, che non è mai venuto meno, della sua vita, a tutt’oggi rimane maestra validissima.
Con un’opportuna decisione gli scrittori
cattolici della Spagna desiderano rimettersi alla fede di costei.
Scrittori per i quali ben conviene che la loro nobilissima arte tenda
sempre più alla salvezza e al beneficio degli uomini, specialmente in
questi tempi in cui un profluvio ignobile di libri e giornali s’impone a
rovina delle anime.
Così tutti i padri porporati della
nazione spagnola, gli arcivescovi, i vescovi, e anche i ministri degli
affari interni e di giustizia, tutti i moderatori e rettori e i
professori delle accademie pontificie, delle università civili e degli
atenei, i presidi dei collegi e delle società, dei circoli e delle
associazioni letterarie, e moltissimi celebri scrittori spagnoli,
considerando il quarto secolo trascorso dalla riforma religiosa
teresiana, ci chiesero di costituire patrona degli scrittori cattolici
di Spagna questa illustre vergine a Dio devota.
Noi dunque, affinché questi ultimi, su
cui ricade il gran peso dei libri e dei giornali che sono pubblicati,
abbiano e ottengano in una così grande missione colei a cui sono rivolti
e dalla cui protezione sono custoditi, volentieri vogliamo
accondiscendere a queste preghiere. Stando così le cose, noi, su
consulto della Sacra Congregazione dei Riti, con scienza certa e
maturata deliberazione nostra, con pienezza di potestà apostolica, in
virtù di questa Lettera, in perpetuo, costituiamo e dichiariamo Santa
Teresa di Gesù, Vergine, patrona principale presso Dio degli scrittori
cattolici spagnoli, con annessi tutti gli onori e privilegi liturgici
che competono di rito ai patroni principali delle associazioni e degli
ordini. Nonostante qualsiasi cosa in contrario.
Tutto ciò abbiamo deciso e stabilito,
dichiarando che la presente Lettera permanga sempre ferma, valida ed
efficace; che sortisca e ottenga i suoi pieni ed integri effetti; che
sia suffragata pienamente ora e in futuro da coloro ai quali questi
effetti competono o potranno competere: così è da giudicarsi e decidersi
di rito; che da questo momento diventa inefficace e senza valore
qualsiasi atto che risulti annullare queste disposizioni, da parte di
chicchessia, sia consapevolmente sia inconsapevolmente, e quale che ne
sia l’autorità.
Dato a Roma, presso S. Pietro, con
l’anello del Pescatore, il giorno XVIII del mese di Settembre, nell’anno
1965, terzo del Nostro Pontificato.
H. I. Card. Cicognani
Affari pubblici della Chiesa
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da | carmeloveneto.it
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